Paola Zancani Montuoro (Napoli 1901- Sant’Agnello 1989)
Il padre, Raffaele Montuoro, era un giornalista, la madre Clotilde Arlotta proveniva da una famiglia di politici, industriali e banchieri. Dopo aver frequentato il liceo classico, s’iscrisse all’Università di Napoli e fu una delle prime donne a compiere studi universitari in un’epoca in cui si riteneva che le donne dovessero essere solo delle mamme e preziosi ornamenti da esibire in occasioni mondane. Tra gl’insegnanti che ebbero un ruolo importante nelle formazione della giovane Paola, vi furono Antonio Sogliano e Giulio Emanuele Rizzo. Ella si dedicò agli studi archeologici e partecipò agli scavi ed al restauro di monumenti di Pompei. Scrisse anche molte opere come lo studio su Prassitele e sulle monete dell’antica Sicilia. Si laureò con lode nel 1923. Nello stesso anno si specializzò in archeologia a Roma e ad Atene. Dopo aver sposato uno studente, Domenico Zancani, partì per la Grecia e divenne assistente del professore Rizzo.
Rimasta vedova molto giovane, Paola Zancani Montuoro continuò lo studio avviato dal marito nella sua tesi. Il primo lavoro pubblicato dalla Montuoro fu “L’origine della decorazione frontonale” nel 1925 nel quale dimostrò le sue doti di analisi.
Nell’ambito dei suoi molteplici studi, Paola Montuoro lesse Strabone e Plinio e da alcuni passi dedusse la presenza di un tempio dedicato ad Hera Argiva presso il fiume Sele. Fu nel 1934 che l’archeologa insieme a Zanotti Bianco, grazie ad un sussidio della società Magna Grecia”, poté effettuare degli scavi nell’area del Sele che allora era una zona desertica e malarica. Nonostante l’opposizione di personaggi politici dopo la seconda guerra mondiale furono portati a termine gli scavi dell’antico tempio nel posto indicato da Strabone.
Furono ritrovate molte antiche statuette risalenti al VII secolo a. C., circa ottanta metopi che riportavano la raffigurazione delle avventure di Ercole, episodi che facevano parte del ciclo troiano.
La dott.ssa Montuoro lavorò sempre con alacrità e metodo scientifico, scrisse inoltre molti articoli. Intorno al 1960 l’archeologa si dedicò agli scavi vicino a Francavilla Marittima coi fondi privati raccolti dalla società della Magna Grecia. Ritrovò resti dell’età del bronzo, santuari e necropoli.
Paola Montuoro ebbe vasti e vari interessi, amava il teatro, il mare e soprattutto fermarsi a Sant’Agnello nella sua tenuta “Il pizzo”. Gli ultimi anni della sua vita li trascorse appunto al Pizzo che non fece distruggere dall’urbanizzazione che ha caratterizzato la storia della penisola sorrentina.
Moltissimi i riconoscimenti ufficiali ricevuti per la sua encomiabile attività: nominata membro dell’Accademia dei Lincei nel 1947; membro dell’Accademia di Archeologia e Belle Lettere di Napoli, della Deputazione di Storia Patria per la Basilicata e la Calabria, della Pontificia Accademia di Archeologia, dell’Accademia Britannica, della Società Ellenica di Londra.
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