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La posteggia napoletana di Peppe Napoletano alla “Festa del mare” a Sant’Agnello
Le serate della “Festa del mare” sono all’insegna dell’enogastronomia, della danza, dello spettacolo e soprattutto della musica. Sul palco si esibiscono gruppi Jazz, cantanti famosi, imitatori, comici, ballerine ma il cuore pulsante della napoletanità si esprime lungo le strade del Rione Marinella con l’esibizione itinerante della posteggia napoletana a cura di Peppe Napoletano. Molti giovani conoscono poco o per niente questo tipo di musica eppure vale la pena riscoprirla e darle la sua giusta valenza.
La posteggia napoletana è una tipologia di musica che affonda le radici nel lontano Medioevo. Il nome deriva dal termine “puosto” ossia il luogo occupato da chi esercita un’attività rivolta al pubblico. I “Posteggiatori”, però, non hanno mai amato questa definizione e hanno preferito l’appellativo di “professori” della musica. Si esibivano ai matrimoni, ai battesimi, nelle osterie con un repertorio che è cambiato nel corso dei secoli. Nel Seicento, infatti, eseguivano strambotti, villanelle, nel Settecento furono aggiunti canti del popolo rivisitati da musicisti che spesso li rielaboravano per inserirli nelle loro “opere buffe”. Nel Novecento ci fu il boom di canzoni come Mechelemmà, Lo Guarracino ed altre che divennero il cavallo di battaglia di molti “posteggiatori”.
Ricordiamo, in particolare, Eugenio Pragliola detto "Eugenio cu 'e llente" (Eugenio con gli occhiali) che fu l'inventore delle strofe che chiudono la celeberrima "Tammurriata nera".
Daniela Esposito
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